Suor Giuseppina Catanea, carmelitana


Il 1 giugno 2008 nel Duomo di Napoli è stata beatificata, Suor Giuseppina Catanea delle Carmelitane Scalze, vissuta e morta nel Monastero dei Santi Giuseppe e Teresa dei Ponti Rossi in Napoli. Il miracolo che è stato ritenuto utile per la beatificazione riguarda un bambino di Napoli, guarito prodigiosamente per l’intercessione della Venerabile Monaca Carmelitana, da tutti ritenuta in vita come “la monaca santa”. Si tratta del piccolo Francesco Natale (oggi 8 anni), che all’età di 2 mesi, fu colpito da encefalite irreversibile, dalla quale, stando alle affermazioni della commissione medica che ha esaminato il caso, fu guarito improvvisamente e senza plausibile giustificazione scientifica, per intercessione della neo-beata, stando alle testimonianze degne di fede dei diretti interessati. Dal 3 gennaio 1987 Suor Giuseppina era Venerabile.

Vita di Suor Giuseppina

Giuseppina Catanea, nacque a Napoli il 18 febbraio 1896, e in famiglia fu sempre chiamata Pinella. Dopo aver compiuto gli studi commerciali, il 10 marzo 1918 entrò nella Comunità carmelitana di Santa Maria ai Monti, ai Ponti Rossi in Napoli, che era sorta per volontà della sorella Antonietta, divenuta suor Maria Teresa, con l’appoggio del padre Romualdo di S. Antonio, carmelitano scalzo. Piuttosto fragile e malaticcia, nel 1912 fu colpita da attacchi d’angina, poi da tubercolosi alla spina dorsale con lesioni alle vertebre, paresi completa e da meningismo spinale. Dieci anni dopo a 28 anni, il 26 giugno 1922 ne fu miracolosamente guarita in modo istantaneo, dopo il contatto col braccio di s. Francesco Saverio, che era stato portato a Napoli. Fu l’inizio di un apostolato, che la “monaca santa”, com’era chiamata, portò avanti per tutta la vita, accogliendo al monastero ogni tipo di ammalati e bisognosi di grazie, sia materiali che spirituali, cui dava il suo conforto e consiglio, per trovare l’amore di Dio, spesso operando prodigi. La sua abnegazione continuò ininterrottamente, anche quando altre malattie la colpiranno inchiodandola alla sedia a rotelle, divenendo l’immagine di una crocifissa con Gesù, per la Chiesa ed i fratelli. Nel 1932 la Santa Sede riconobbe come monastero del Secondo Ordine dei Carmelitani Scalzi, la Casa dei Ponti Rossi di Napoli e Giuseppina Catanea ricevette l’abito di s. Teresa in forma ufficiale, con il nuovo nome di Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso e il 6 agosto dello stesso anno professava solennemente secondo la Regola, che già seguiva dal 1918.  Dal 1934 il cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, la nominò sottopriora, poi nel 1945 vicaria e il 29 settembre 1945 nel Primo Capitolo Elettivo, venne eletta Priora della Comunità, incarico che tenne fino alla morte. La sua spiritualità, la docilità amorosa, l’umiltà e semplicità, ebbero grande applicazione durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale; pregava in continuazione, ciò alimentava quella confidenza in Dio, di cui contagiava quanti si recavano in pellegrinaggio fino ai Ponti Rossi, per ascoltare un suo incoraggiamento per riprendere a sperare nella vita, superando le prove ed i dolori. Il giorno della sua vestizione aveva detto: “Mi sono offerta a Gesù Crocifisso per essere crocifissa con Lui”, il Signore l’aveva presa in parola, rendendola partecipe del suo patire, che cercò di vivere silenziosamente e gioiosamente, amalgamandosi al Cuore di Maria Vergine. La sua esistenza, fu ripiena di carismi mistici straordinari, sopportò per lunghi anni dure prove e persecuzioni in spirito di abbandono alla volontà di Dio. Per ubbidienza e per consiglio del padre Romualdo di s. Antonio, scrisse l’”Autobiografia” (1894-1932) e il “Diario” (1925-45), inoltre lettere ed esortazioni per le religiose. Dal 1943 cominciò a soffrire di labirintite auricolare, parestesie varie, dolorosa sclerosi a placche, perdita progressiva della vista e altri disturbi; convinta che la sua era la ‘malattia della volontà di Dio’, la riteneva ‘un dono magnifico’ che la univa maggiormente a Gesù sulla croce; e sorridendo offriva il suo corpo, quale altare del suo sacrificio per le anime.
Madre Maria Giuseppina morì il 14 marzo 1948 con il cuore rivolto a Dio ed alle anime, il suo corpo disfatto dalla malattia si conservò pienamente incorrotto fino al 27 marzo, data della sepoltura, per dare possibilità alle folle che in continuazione, venivano a rivolgere l’ultimo saluto alla “monaca santa”.

Le testimonianze

Chi ebbe la gioia di conoscere personalmente Madre Giuseppina fu padre Sebastiano Cerrone, oggi 88 anni circa, religioso della comunità passionista di Mondragone e già Superiore provinciale dei Passionisti della Provincia dell’Addolorata, negli anni 1959-68. A quel tempo, padre Sebastiano era un giovane sacerdote, appena ordinato. Era il periodo della seconda guerra mondiale e per scampare ai bombardamenti e ai rischi di una morte violenta bisognava avere tutta l’accortezza anche in una zona, quali Ponti Rossi, marginale rispetto al resto della Città. Sulla Collina di Santa Maria ai Monti fin dai primi anni del 1600 si erano stabilizzati i Pii Operai, religiosi fondati dal Venerabile Carlo Carafa, successivamente l’opera sociale di Filippo Smaldone e nel 1900 i Passionisti. Questa era ed è conosciuta come la Collina dei Monasteri, in quanto attualmente ci sono i Passionisti, le Carmelitane e le Betlemite. Dal 1918 si insediarono le Carmelitane nel Monastero che ancora oggi le ospita e rimane una realtà spirituale significativa e promettente. Qui visse Suor Giuseppina, assistita spiritualmente dalla comunità dei Passionisti che provvedevano e provvedono ad assicurare alle religiose la celebrazione eucaristica quotidiana. Era normale che i religiosi a turno celebrassero dalle Carmelitane, allora come oggi, ed avessero la possibilità di incontrare Suor Giuseppina e scambiare qualche parola con lei.

Padre Sebastiano afferma che Suor Giuseppina “era religiosa umile, buona, dolce, affabile, aveva un tratto umano semplice, aperto, gioviale, capace di capire il cuore delle persone che incontrava. Sapeva consigliare in modo appropriato ed aveva la gioia sul volto e nel cuore. Religiosa esemplare, obbediente, ilare e affabile insieme conosceva perfettamente cosa significasse camminare per la via della santità, soprattutto nella vita consacrata e monacale. Vita dura, ma non impossibile per coloro che pongono sempre Dio davanti ai loro occhi e che ne fanno la meta vera del proprio itinerario spirituale. Molti fatti ricorda padre Sebastiano della vita di Suor Giuseppina ma egli tiene a sottolineare che allora, giovane sacerdote, non potevo comprendere pienamente nella loro valenza spirituale e nella loro giusta portata. Solo a distanza di tempo ho potuto capire meglio di fronte a quale santità mi sono trovato nei pochi anni che potuto incontrare Suor Giuseppina. La beatificazione di questa religiosa carmelitana dei Ponti Rossi suggella quella devozione popolare e quel culto di cui sempre è stata circondata in vita e dopo morte da persone di ogni ceto sociale della città di Napoli e dintorni. E’ stato un faro di luce per tutti ed oggi con la beatificazione lo sarà maggiormente soprattutto per quel Monastero in cui lei ha lasciato quell’odore di santità che qualcuno dice di percepire anche fisicamente appoggiandosi dolcemente sulla tomba che custodisce le sue spoglie mortali e che è sistemata nella Chiesa nel Monastero.

Suor Giuseppina Catanea, carmelitanaultima modifica: 2008-09-25T17:50:00+02:00da pace2005
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13 Responses

  1. annna
    at |

    vorrei tanto andare da lei…

  2. rosario
    at |

    e tutto avvenne così come mi era stato preannunciato …….
    grazie di cuore suor giuseppina

  3. Raffaele
    at |

    Sono stato il giorno 28 Novembre 2011 in Chiesa per prenndere parte alla messa di ringraziamento del mio confratello Diacono Angelo Tesone. Ho pregato alla tomba della Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso per intercedere presso nostro Signore Gesù Cristo e alla Vergine Maria per la guarigione di mia figlia Stefania per un tumore al seno.Operata già una volta, adesso deve subire un’altra operazione sempre allo stesso seno.Vi prego di pregare la besta M.Giuseppina di Gesù Crocifisso per la guarigione di mia figlia.

    Saluti in Xto. Raffaele Cocozza

  4. bianca
    at |

    io posseggo da piu di55 anni un velo nero che era di suor giuseppina fu appoggiato in testa a mia sorella colpita da menangite galoppante .i medici non davano più speranza ma mia sorella il giorno dopo fu trovata da mia madre in corridoio che camminava e stava bene.

  5. giuseppe
    at |

    mio padre era ingegnere del genio civile a Napoli e subito dopo la guerra venne incaricato di recarsi per un sopralluogo al momastero dei Pontirossi per quantificare i danni dei bombardamenti per il rimborso. Diceva che gli venne as aprire una suora che si qualificò per suor Giuseppina e che gli disse che, pur essendo monaca di clausura, era stata autorizzata a parlare con mio padre per mostrargli i danni derivanti dai bombardamenti subiti dal convento. Diceva mio padre che la suora si sollevò il velo di gramaglia e lui rimase impressionato dal colore dei suoi occhi: erano di colore turchese. Poi eseguirono il sopralluogo e ad un certo punto suor Giuseppina disse a mio padre: “Ingegnere, lì c’era un capanno per gli attrezzi ma per favore metta nella relazione che era un’abitazione del custode che al momento vive in convento e la gente potrebbe pensare male. Mio padre rispose: “Sorella come faccio, devo rispondere del mio operato al capo ufficio e la suora di rimando: “Non si preoccupi, vada dal suo capoufficio gli racconti la verità e vedrà che il capo le dirà: “Tu che cosa hai visto? dei ruderi che potevano essere l’abitaziopne del custode e mettici l’abitazione del custode” Tutto si avverò come suor Giuseppina aveva predetto.
    Successivamente, nel 1948, io avevo 10 anni, mia madre si recò insieme a me ai Pontirossi. Mia nonna a Palermo doveva subire un pericoloso intervento chirurgico. La folla era enorme e verso sera mia madre potè parlare con Suor Giuseppina attraverso la ruota. Suor Giuseppina disse a mia madre: “Signora vada a casa, sul tavolo in camera da pranzo troverà un telegramma in cui c’è scritto: “Mamà operata, tutto bene” Guardate che mamà è un termine palermitano e non napoletano dove dicono mammete. Siamo tornati a casa e ricordo che mia madre lanciò un urlo perchè c’era il telegramma con le parole che aveva detto la Suora.
    Andai a vederla quando morì, era su di un letto di rose ed era intatta.
    Testimonio che quanto ho scritto è tutto vero ed ho riferito la pura e sacrosanta verità

  6. valeria
    at |

    Vorrei ulteriori informazioni sulla biografia di suor giuseppina, e sarei interessata all’acquisto di libri se ce ne sono.

    Cordiali saluti

  7. giovanna
    at |

    NON RICORDO DI AVER SENTITO MAI PARLARE DI QUESTA SANTA – E’ UNA STORIA DI VITA BELLISSIMA CHE MI HA PROFONDAMENTE COLPITA. MI PIACEREBBE UN GIORNO CON L’AIUTO DEL SIGNOR DI POTER ANDARE NEL MONASTERO DOVE E’ SEPPELLITA

  8. giovanna
    at |

    HO ASCOLTATO OGGI SU RADIO MARIA IL COMMENTO SULLA VITA DI SUOR GIUSEPPINA DI GESU’ CROCIFISSO. NON RICORDO DI AVER SENTITO PARLARE DI QUESTA SANTA. SONO RIMASTA PROFONDAMENTE COPLPITA DALLA SUA STORIA. SPERO UN GIORNO – CON L’AIUTO DI DIO – DI POTER VISITARE LA SUA TOMBA

  9. luana
    at |

    HO ASCOLTATO RADIO MARA E SONO RIMASTA COLPITA DALLA VITA DI QUESTA SUORA. MI RITROVO IN MOLTE COSE ANCH’IO FREQUENTO UN MONASTERO DI CLARISSE DELLA MIA REGIONE,CHE IN PASSATO HA FREQUENTATO ANCHE MIA NONNA.AFFIDO A SUOR GIUSEPPINA LE MIE PENE CERTA DEL SUO ASCOLTO, INVITO TUTTI A PREGARE PER AVERE LA SUA INTERCESSIONE SU TITTI COLORO CHE LA INVOCANO.

  10. tatiana
    at |

    ciao,sono Tatiana,scusatemi per la mia caligrafia, non sono italiana.Ho ascoltato Radio Maria e sono rimasta molto colpita dalla storia di Suor Giuseppina.Mi piacerebbe tanto andare a trovarla nel suo monastero,portarli un saluto,un ringraziamento per tutto il bene che ha fatto dando conforto a tante persone e pregare ancora per me e per tutti quanti hanno ancora bisogno della sua intercessione.Sono felice,e penserò a lei come la mia Santa Protettrice!

  11. Anna
    at |

    Anche avendo vissuto a Napoli x 50 aanni ne ho sentito parlare ma solo ora imparo a conoscerla bene e mi appassiona la sua santa vita quanto andro’ gi mi riprometto di andarle a far visita!

  12. Enzo
    at |

    Nostra Madre ha aperto il mio cuore alla “vera” conversione.
    Io ,che ho la fortuna di abitarci a pochi passi dal convento ,non sono mai stato colpito seriamente dai tanti prodigi e storie di vita vissuta di Madre Giuseppina fino a quando……… Domenica mattina, dopo la messa, eravamo 2 persone a pregare sulla tomba di nostra Madre.Finite le mie preghiere stavo per alzarmi mentre vengo letteralemente rapito dal tintinnio della corona che sentivo all’altezza del mio viso sul davanzale.
    Ho provato una gioia indescrivibile.Nostra Madre ha ascoltato le mie preghiere per far si che la mia conversione avvenga.
    ….come dicono le suore del convento SIA LODATO GESU’ CRISTO.

  13. francesco riccio
    at |

    tutto e successo, nel mese di luglio 2012, era di sera, io venivo da lavoro, quando mia moglie, mi dice., franco, domani vado con teresa a trovare, suor giuseppina che sta’ ai ponti rossi, io gli chiedo., lia, ma chi e’ suor giuseppina’. lei mi rispose, e’ una suora che e’ morta, e fa tanti miracoli,allora io gli chiedo, domani quando vai, portaci, una lettera che io ora ci scrivo, ed, incominciai a scrivere, ma non mi rendevo conto, quello che scrivevo, ma scivevo, ed la intitolai, la mia vita, e fra’ tutte queste mie sofferenze, scrissi, una sofferenza, di mio gugino ciro,tumore allo stomaco, la mattina seguente, mia moglie va da suor giuseppina, e non puo’ lasciare, la lettera, e me la porta, in dietro, e mi dice, che non si possono lasciare, lettere, ma si puo’ scrivere, sul libro che sta sull’ altare, allora io gli dico, non fa’ niente, vuol dire che debbo andarci, io, e ci andai, dopo la santa messa, chiesi al prete, padre ho scritto, una lettera, a suor giuseppina, come posso farcela avere’. lui mi rispose figliolo, non temere, la puoi dare, alle suore di clausura, che stanno dietro a quella botola, allora io presi la lettera, e la dieti a loro, con tanto amore., vi posso dire, che oggi 06 09 2012, abbiamo avuto la notizia dai medici, che il male, non esisteva piu’, e quindi si puo’ procedere, al trapianto di midollo, e cosi’ via alla guarigione, con terapie. io che sono devoto a padre pio, dico, grazie, suor giuseppina, x aver dato, un immenso,amore a mio gugino ciro.

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